Focus

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Gli elementi costitutivi comuni alle CFC Legislations e le differenti connotazioni

04 Luglio 2016 | di Gianfranca Corbeddu

Società controllate e collegate

Sin dagli anni ’90 l’OCSE poneva l’accento sulla necessità di un’ampia adozione di CFC rules, che, in quanto misure adottabili unilateralmente dai diversi Stati, rappresentavano uno strumento agile ed efficace per contrastare condotte elusive. Al contempo, l’OCSE individuava nella non applicazione di tali norme in tutti gli Stati il maggior limite all’efficacia di tali disposizioni nel contrastare quelle stesse condotte. Un ulteriore limite alla loro efficacia deriva dalla loro non omogenea applicazione nei vari stati. Le CFC legislations presentano elementi costitutivi comuni, che possono tuttavia configurarsi diversamente, a seconda del sistema fiscale di cui sono emanazione e perseguendo, a seconda dei casi, obiettivi politici differenti. Accanto ad obiettivi politici condivisi e comuni, le CFC rules, perseguono infatti anche obiettivi politici specifici, essenzialmente legati alla competitività internazionale e al base stripping. Essi sono diversamente perseguiti a seconda che il sistema impositivo sia fondato sul worldwide principle o sul principio di territorialità.

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Favor rei per la voluntary disclosure: le prime soluzioni della giurisprudenza di merito

27 Giugno 2016 | di Alessandro Massa

CTP Genova
CTP Mantova

Voluntary disclosure

In un contesto come quello attuale che vede, da una parte, l’Agenzia delle Entrate ancora impegnata negli accertamenti relativi alla voluntary disclosure di cui alla Legge 15 dicembre 2014 n. 186 e, dall’altra parte, il Governo già annunciare una voluntary bis, la materia dell’emersione dei capitali illecitamente detenuti all’estero si è recentemente arricchita di due importanti contributi giurisprudenziali. Di seguito l'Autore fornisce un commento trattando nello specifico vicende giuridiche peculiari quali: tempus regit actum, proporzionalità della sanzione, favor rei.

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Questioni di ordine sostanziale sulla responsabilità del cessionario d'azienda per i debiti tributari del cedente

21 Giugno 2016 | di Simone Marzo

Art. 14, D.Lgs. 472/1997

Cessione d'azienda

La disciplina sulla responsabilità del cessionario d'azienda per i debiti di natura fiscale del cedente dettata dal'art. 14 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, presenta le medesime linee ispiratrici rinvenibili nell'art. 2560 c.c.: tutelare l'interesse del creditore a non perdere la garanzia patrimoniale del proprio credito mediante atti dispositivi del compendio aziendale senza, dall'altro lato, ostacolare eccessivamente la circolazione dell'azienda. Di seguito illustrate anche le ragioni per le quali la disciplina recata dall'art. 2560 c.c. non è sufficiente a tutelare adeguatamente il credito tributario, rendendo opportuna una disciplina ad hoc.

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Reati tributari e cause di non punibilità ai sensi dell'art. 13 D.Lgs. n. 74/2000

17 Giugno 2016 | di Luca Mazzanti, Loretta Loretti

Omessa dichiarazione

Il D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158, recante Revisione del sistema sanzionatorio, in attuazione dell'art. 8, comma 1, della Legge 11 marzo 2014, n. 23, è intervenuto radicalmente sul D.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, risistemando profondamente la materia penale tributaria. In particolare, in forza di tale novella, si è prevista una causa di non punibilità dei reati di autoliquidazione e di omessa o infedele dichiarazione, consistente nella integrale estinzione del debito erariale.

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Il “nuovo” abuso del diritto e le norme penali

14 Giugno 2016 | di Domenico Pignoloni

Abuso del diritto o elusione

L'art. 1 del D.Lgs. n. 128/2015 recepisce, all'interno dell'ordinamento tributario, principi che erano immanenti nella giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea e della Corte di Cassazione, permettendo l'entrata in vigore dell'attesissimo intervento legislativo sulla vexata quaestio della rilevanza penale dell'abuso del diritto tributario. Il presente lavoro si propone quale riflessione sulla nuova disciplina di cui all'art. 10-bis della L. n. 212/2000, procedendo da una rapida analisi dell'intervento legislativo, primo passo per comprenderne la portata innovativa, per giungere all'esame del regime sanzionatorio applicabile ai giudizi ancora pendenti in tema di elusione fiscale.

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Novità: Trattato di diritto sanzionatorio tributario

07 Giugno 2016 | di Alessandro Giovannini

Trattato di diritto sanzionatorio tributario_Indice dell'opera.pdf

Sanzioni

Disponibile sul mercato il Trattato di diritto sanzionatorio tributario, diretto da Alessandro Giovannini con la curatela di Alberto di Martino ed Enrico Marzaduri. L’opera in due tomi (Tomo I - Diritto penale e processuale; Tomo II - Diritto sanzionatorio amministrativo) offre una ricostruzione rappresentativa della complessità del sistema sanzionatorio in materia tributaria, novellato nel 2015 in attuazione della c.d. delega fiscale, raccogliendo in chiave interdisciplinare i contributi di cultori del diritto tributario, penale e processuale.

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La fiscalità indiretta del trust in Italia

06 Giugno 2016 | di Stefano Loconte, Michele Cecchi

Trust

Il presente articolo intende tratteggiare, dopo aver fornito un inquadramento generale dell'istituto, la fiscalità indiretta del trust in Italia. Tale analisi si concentrerà sulle principali imposte che colpiscono gli atti istitutivi di trust e gli apporti di beni e diritti in trust, nonché la fase, solo eventuale, di trasferimento della loro titolarità ai soggetti che dovessero subentrare nell'ufficio al trustee originario e, infine, la definitiva loro devoluzione a favore dei beneficiari del trust.

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Professionisti, artisti ed autonomi: limiti di esenzione dall'IRAP nel caso di impiego di collaboratori

31 Maggio 2016 | di Andrea A. Salemme

Cass. civ., sez. un.

IRAP

Sussiste l'autonoma organizzazione, quale presupposto dell'IRAP, qualora un esercente attività libero-professionale, artistica o di lavoro autonomo si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell'impiego di un collaboratore addetto a mansioni di segreteria o meramente esecutive.

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Gli effetti della Legge di Stabilità sulla disciplina del raddoppio dei termini accertativi

24 Maggio 2016 | di Marco Ligrani

Termini di accertamento

La Legge di Stabilità 2016 ha riformato profondamente il regime della decadenza dalla potestà accertativa relativa alle annualità 2016 e successive, portando a cinque e a sette anni il termine di notifica dei relativi accertamenti, nelle ipotesi, rispettivamente, di dichiarazione presentata ovvero omessa. La Legge di Stabilità, tuttavia, ha apportato anche una ulteriore, rilevantissima novità in termini di decadenza, sopprimendo il c.d. “raddoppio dei termini”; facendo, tuttavia, espressamente salvi gli avvisi di accertamento già notificati, nella sola ipotesi in cui la relativa denuncia penale sia stata presentata entro i vecchi termini ordinari di quattro e cinque anni.

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Maggiorazione del C.U. in caso di rigetto del gravame: applicabile al processo tributario?

17 Maggio 2016 | di Salvatore Labruna

Art. 13, c. 1-bis, D.P.R. n. 115/2002

Contributo unificato

Con il presente apporto si chiariranno alcuni aspetti in tema di contributo unificato tributario; verrà esaminato in particolare l'ambito di applicazione dell'art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002 e a quali tipo di giudizi è assoggettabile tale contributo.

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