Focus

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La prescrizione quinquennale delle cartelle esattoriali

06 Febbraio 2017 | di Domenico Chindemi, Marisa Abbatantuoni

Cass. civ.,

Cartelle esattoriali

I giudici della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la recente sentenza n. 23397 del 17 novembre 2016, offrono una nuova occasione di riflessione in ordine alla complessa tematica del termine prescrizionale da applicare in ambito tributario. La Corte di Cassazione, riconfermando, in parte, il precedente orientamento precisa l'inapplicabilità della disposizione di cui all'art. 2946 c.c. all'ingiunzione fiscale per assenza di giudicato, statuendo che la mancata impugnazione di un atto impositivo nonché di un atto della riscossione, non permette l'applicabilità dell'art. 2953 c.c. e quindi la conversione del termine di prescrizione breve in quello ordinario decennale. Secondo gli ermellini gli “atti amministrativi di autoformazione” quali l'atto di accertamento, la cartella di pagamento o l'avviso di addebito dell'Inps non sono suscettibili di passare in giudicato, con conseguente esclusione dell'applicazione dell'art. 2953 c.c. (c.d. actio iudicati) riservata solamente alle sentenze di condanna o al decreto ingiuntivo.

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Falsi problemi di applicazione retroattiva delle recenti sentenze delle sezioni unite sull'IRAP

31 Gennaio 2017 | di Andrea A. Salemme

IRAP

In tema di rilevanza dell'impiego di lavoratori dipendenti, interpretano gli artt. 2 e 3 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, nel senso che l'esercizio di attività libero-professionale in forma sia societaria sia però anche associativa, diversa dalla medicina di gruppo, integra eo ipso il presupposto impositivo dell'IRAP, quanto ad esse non rilevando alcuna indagine circa la sussistenza dell'autonoma organizzazione, che, invece, per il singolo professionista, torna ad essere necessaria, facendo scattare la dovutezza del tributo quando lo stesso impiega più di un dipendente. La duplicazione del binario relativo alle forme lato sensu collettive rispetto a quello relativo alle forme individuali potrebbe far pensare ad un'iniquità dell'applicazione retroattiva della regula iuris dettata dalle Sezioni Unite per le prime apparentemente in malam partem. Il presente scritto si propone di verificare la fondatezza giuridica di siffatta preoccupazione.

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Novità dall'Editore: Diritto tributario, CEDU e diritti fondamentali dell'U.E.

30 Gennaio 2017 | di Francesco Giuliani, Giulio Chiarizia

Giuffrè editore

Il Volume, nel colmare un vuoto nella manualistica tributaria, costituisce una guida pratica e ragionata della tutela dei diritti fondamentali di matrice europea nella materia tributaria (ne bis in idem, tutela della proprietà, processo equo, nulla poena sine lege, nemo tenetur se detegere, etc.). Il tutto al fine di evidenziare i principali punti di 'attrito' tra detti diritti e l'ordinamento italiano, come interpretato dalla giurisprudenza.

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L'adesione alla rottamazione dei ruoli in presenza di coobbligazione

23 Gennaio 2017 | di Marco Ligrani

Art. 44

Riscossione coattiva

A dispetto della portata apparentemente snella dell'impianto normativo che lo caratterizza, l'istituto della definizione agevolata dei carichi di ruolo pregressi contenuto nell'art. 6 del D.Lgs. 22 ottobre 2016, n. 193, meglio noto come “rottamazione dei ruoli”, presenta numerosi profili di criticità, anche (e soprattutto) in relazione ai profili processuali ad esso strettamente connessi. Tra questi, spicca – senza ombra di dubbio – la problematica connessa alle posizioni debitorie che vedono coinvolti più coobbligati, che, in virtù del rapporto di solidarietà, possono essere definite da uno solo o alcuni di essi.

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Obbligatorietà del contraddittorio: deciderà la Corte Costituzionale

16 Gennaio 2017 | di Saverio Capolupo

Contraddittorio

A fronte di una giurisprudenza di legittimità contraddittoria, che disorienta contribuenti e giudici di merito, va salutata positivamente la recente iniziativa della Commissione Tributaria Regionale della Toscana che ha rimesso gli atti alla Corte Costituzionale, per far verificare la legittimità della norma dello Statuto dei Diritti del Contribuente nella parte in cui riconosce il diritto al contraddittorio limitatamente alle ipotesi di accessi, ispezioni e verifiche nei locali destinati all’esercizio dell’attività e non per tutte le altre forme di controllo. L’occasione, però, è certamente utile per porre la parola fine ad un tema che nell’ottica dell’invocata compliance dovrebbe avere una portata generalizzata senza contare l’assurda situazione che si verifica in applicazione della normativa comunitaria con conseguente quanto assurda discriminazione tra IVA ed imposte sul reddito.

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Il raddoppio dei termini di accertamento: parabola ed eclissi di un contrastato istituto

10 Gennaio 2017 | di Raffaele Marenghi

Termini di accertamento

L'istituto, nato, prima, come favor per il fisco nel raddoppiare i termini di accertamento e, poi, cancellato dall’ordinamento, offre spunti di analisi nel coordinamento tra vecchia e nuova disciplina sulla cd. clausola di salvaguardia. Continuano infatti le sentenze della giurisprudenza di merito nell’affermare la legittimità degli avvisi di accertamento, notificati usufruendo del raddoppio dei termini, solamente se la denuncia penale sia stata presentata o trasmessa entro la scadenza dei termini e nel riconoscere l’implicita abrogazione della "clausola di salvaguardia", prevista per gli accertamenti ante 2016 dal decreto sulla certezza del diritto (D.Lgs,n. 128/2015).

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Atti di destinazione non tassati se non si verifica un effettivo arricchimento in capo ai beneficiari

30 Dicembre 2016 | di Fabio Gallio

Trust

Nei trust aventi finalità liquidatorie non si ravvisa alcun vincolo di destinazione, tassabile con l'imposta sulle donazioni, dal momento che il beneficiario è titolare di una mera aspettativa giuridica che non gli consente, al momento della istituzione del vincolo, di conseguire la titolarità di beni e diritti segregati. Mancherebbe, di conseguenza, quell'indice di sopravvenuto arricchimento tassabile, espressione di effettiva e attuale capacità contributiva, quale presupposto dell'applicabilità dell'imposta.

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Le sanzioni amministrative relative alle violazioni nell'imposta sugli intrattenimenti

21 Dicembre 2016 | di Jacopo Lorenzi

Sanzioni

Il presente intervento ha lo scopo di analizzare le condotte illecite nell'imposta sugli intrattenimenti, anche alla luce delle importanti riforme del 1997 e del 2015, al fine di valutarne l'attualità, avendo particolare riguardo all'analisi delle disposizioni sanzionatorie per come si sono succedute nel tempo. Il sistema, nel suo complesso, appare adeguato all'odierno contesto; permane qualche dubbio sulla posizione dell'Amministrazione finanziaria circa l'applicabilità dell'illecito continuato.

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La cumulabilità del termine per l'adesione con il periodo di sospensione feriale: tanto rumore per nulla?

19 Dicembre 2016 | di Marco Ligrani

Accertamento con adesione

L'articolo 7-quater del recente D.L. 22 ottobre 2016, n.193 ha stabilito, definitivamente, che il periodo di novanta giorni previsto per l'espletamento dell'accertamento con adesione si cumula con quello di 31 giorni, coincidente con il mese di agosto durante il quale sono sospesi i termini processuali, in caso di sovrapposizione dei due periodi. L'intervento normativo ha posto fine alla diatriba sorta all'indomani delle ultime sentenze della Corte di Cassazione, che tale cumulabilità avevano negato: tuttavia, un'attenta lettura delle norme consentiva, già prima, di fugare ogni dubbio sulla possibilità di sommare i due termini, dovendosi avere riguardo non già alla natura di essi, come ritenuto dalla Corte, bensì alla configurabilità del termine previsto per l'adesione come autonomo e a sé stante, rispetto a quello previsto per la proposizione del ricorso. L'intervento normativo di ottobre, dunque, ci consente di focalizzare l'attenzione sulla problematica connessa, evidenziando la natura e gli effetti dei due procedimenti complementari.

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Le anomalie nei file del ricorso e degli altri atti trasmessi con il S.I.Gi.T.

16 Dicembre 2016 | di Camillo Sacchetto

Processo telematico

In seguito all'avvenuta trasmissione di ricorso e allegati, il SIGIT procede per ogni singolo file annesso alla NIR a svolgere i controlli previsti dal Decreto Direttoriale del 4 agosto 2015. Qualora l'esito sia complessivamente positivo, il deposito avrà buon fine ed in caso di ricorso questo verrà munito del numero di Ruolo Generale univoco. Tuttavia, vi sono dei casi in cui sussistono le c.d. “anomalie”, che, a seconda del tipo, potranno o no avere conseguenze anche ostative rispetto alla possibilità di iscrivere regolarmente a ruolo il ricorso.

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