Focus

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La tassazione delle attività finanziarie: i regimi di imposizione fiscale

24 Marzo 2017 | di Pier Ivano Favella

d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917

Tassazione rendite finanziarie

I redditi derivanti da investimenti finanziari si caratterizzano per la loro liquidità che fanno sì che possano essere riallocati in territori diversi da quelli del percipiente. Il legislatore si è quindi più volte scontrato con esigenze di competitività fiscale e di equità sostanziale del sistema tributario. Il presente contributo ha quale obiettivo l'analisi della fiscalità finanziaria in capo agli investitori e la sua evoluzione nel tempo.

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Esposizione ragionata delle più significative pronunce della Cassazione in materia tributaria

20 Marzo 2017 | di Andrea A. Salemme

Giudizio di cassazione

Anche per il 2016 vale la considerazione che il tema del procedimento amministrativo occupa ampia parte della giurisprudenza di legittimità, spiccando come un leitmotive che apre la disamina con le applicazioni degli insegnamenti sull'utilizzabilità, sempre e comunque, di documenti pur irritualmente acquisiti dall'Amministrazione Finanziaria per concluderla con l'avvertita necessità della rimessione alla Corte di Giustizia dell'UE della questione relativa alla tenuta euro-unitaria della disciplina interna dell'iter doganale, non contemplante, pur con riferimento a tributi armonizzati, l'obbligatorietà di un momento di interlocuzione preventiva rispetto all'adozione dell'atto. Nel mezzo, eclatanti novità si registrano nei settori della tassazione degli aggregati societari e del trust autodichiarato, mentre l'autorevolezza delle Sezioni Unite offre contributi di chiarezza, certezza e semplificazione nelle macro-aree dell'IRAP e dell'IVA.

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Notifica via PEC degli atti di riscossione. Criticità

13 Marzo 2017 | di Domenico Chindemi, Lorenzo Vittorio Labruna

CTP Savona

PEC

La notifica tramite posta elettronica certificata (PEC) delle cartelle esattoriali di pagamento (con facoltà di opzione per Equitalia, rispetto alla tradizionale procedura codicistica) è stata introdotta in via sperimentale (in alcune regioni, segnatamente per le società di persone e di capitali) dall'art. 38, D.L. n. 78/2010, partendo da quelle notificande il 31 maggio 2010. Di seguito gli Autori esamineranno le criticità dell'istituto alla luce della recente pronuncia della Commissione Provinciale di Savona.

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Fatture materialmente false per evadere le imposte: effetti del tempestivo pagamento del debito tributario

10 Marzo 2017 | di Iacopo Santinelli

Art. 2, D.Lgs. n. 74/2000

Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

Nel presente lavoro si esamina la condotta dell’imprenditore commerciale che falsifichi o crei ex novo fatture di acquisto apparentemente provenienti da imprese terze e, di conseguenza, le utilizzi indicando nella dichiarazione sui redditi o sul valore aggiunto elementi passivi fittizi al fine di evadere le imposte. La posizione assunta dalla Giurisprudenza in ordine all’individuazione della fattispecie tipica astrattamente commessa dall’agente a mezzo del compimento della condotta e le relative conseguenze dal punto di vista sanzionatorio e cautelare presentano profili di rilievo, al pari degli effetti derivanti dal tempestivo pagamento, da parte del reo, del debito tributario derivante dalla commissione del reato.

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L’interpello “anti abuso”

02 Marzo 2017 | di Francesco Pistolesi

Art. 10-bis

Interpello

Il nuovo interpello “anti abuso” supera le principali carenze del previgente interpello “speciale” e, valorizzando il contraddittorio con il Fisco, consente al contribuente di fare chiarezza ed ottenere certezza. In particolare, nel redigere l’istanza, l’interessato dovrà chiarire la “sostanza economica” della fattispecie rappresentata, che potrà consistere anche in ragioni organizzative e gestionali e, come tali, prive di immediata proficuità.

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Il ricorso per Cassazione: aspetti applicativi e procedurali

27 Febbraio 2017 | di Elisa Manoni

Art. 360 c.p.c.

Giudizio di cassazione

Il giudizio di Cassazione risponde all'esigenza di elidere gli errori di diritto (in iudicando ed in procedendo) commessi dai giudici di merito, al fine di garantire l'esatta osservanza e l'uniforme interpretazione della legge, l'unità del diritto oggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni ed, in quanto tale, assolve ad una funzione di nomofiliachia. Proprio per tale natura, l'istituto de quo è un giudizio a critica vincolata ed a cognizione determinata attraverso la delineazione del motivo con cui si denuncia il vizio che presenta la sentenza impugnata. Nel presente lavoro, si procederà a delineare gli aspetti applicativi e procedurali del giudizio in oggetto, nella sua fase introduttiva, anche alla luce delle modifiche apportate alla disciplina dal D.Lgs. n. 156/2015.

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La vexata quaestio dei “dirigenti decaduti”

20 Febbraio 2017 | di Salvatore Labruna

Avviso di accertamento

Nel presente contributo, l'Autore ricostruisce con estrema cura e sapienza la disciplina pubblico-lavoristica che governa gli uffici preposti all'emanazione degli atti impositivi e processuali, chiarendo i concetti necessari alla comprensione e individuazione della figura del 'Capo dell'Ufficio o altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato'. Sulla scorta di tale preziosa premessa, l'analisi prosegue con riferimento alla disciplina della delega per poi trarre le conclusioni circa la sorte degli atti sottoscritti dai dirigenti illegittimi, o da loro delegati, anche alla luce di una sintesi coordinata della prevalente giurisprudenza di merito lombarda, tributaria e contabile, nel primo anno di applicazione.

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Studi di settore: siamo pronti a dir loro addio?

13 Febbraio 2017 | di Ramona Marchetto

Art. 7-bis, D.L. 22 ottobre 2016, n.193

Accertamento da studi di settore

L'art. 7-bis del D.L. 22 ottobre 2016, n.193 rubricato "Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili" sembrerebbe inaugurare un cambio di rotta: indici sintetici di affidabilità al posto di parametri e studi di settore. Non si conoscono nel dettaglio i contorni della novella, tuttavia è possibile reperire qualche indicazione nel dossier pubblicato dal Servizio studi di Camera e Senato. Certo è che si tratterà di una sostituzione progressiva e non di un passaggio tout court.

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La prescrizione quinquennale delle cartelle esattoriali

06 Febbraio 2017 | di Domenico Chindemi, Marisa Abbatantuoni

Cass. civ.,

Cartelle esattoriali

I giudici della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la recente sentenza n. 23397 del 17 novembre 2016, offrono una nuova occasione di riflessione in ordine alla complessa tematica del termine prescrizionale da applicare in ambito tributario. La Corte di Cassazione, riconfermando, in parte, il precedente orientamento precisa l'inapplicabilità della disposizione di cui all'art. 2946 c.c. all'ingiunzione fiscale per assenza di giudicato, statuendo che la mancata impugnazione di un atto impositivo nonché di un atto della riscossione, non permette l'applicabilità dell'art. 2953 c.c. e quindi la conversione del termine di prescrizione breve in quello ordinario decennale. Secondo gli ermellini gli “atti amministrativi di autoformazione” quali l'atto di accertamento, la cartella di pagamento o l'avviso di addebito dell'Inps non sono suscettibili di passare in giudicato, con conseguente esclusione dell'applicazione dell'art. 2953 c.c. (c.d. actio iudicati) riservata solamente alle sentenze di condanna o al decreto ingiuntivo.

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Falsi problemi di applicazione retroattiva delle recenti sentenze delle sezioni unite sull'IRAP

31 Gennaio 2017 | di Andrea A. Salemme

IRAP

In tema di rilevanza dell'impiego di lavoratori dipendenti, interpretano gli artt. 2 e 3 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, nel senso che l'esercizio di attività libero-professionale in forma sia societaria sia però anche associativa, diversa dalla medicina di gruppo, integra eo ipso il presupposto impositivo dell'IRAP, quanto ad esse non rilevando alcuna indagine circa la sussistenza dell'autonoma organizzazione, che, invece, per il singolo professionista, torna ad essere necessaria, facendo scattare la dovutezza del tributo quando lo stesso impiega più di un dipendente. La duplicazione del binario relativo alle forme lato sensu collettive rispetto a quello relativo alle forme individuali potrebbe far pensare ad un'iniquità dell'applicazione retroattiva della regula iuris dettata dalle Sezioni Unite per le prime apparentemente in malam partem. Il presente scritto si propone di verificare la fondatezza giuridica di siffatta preoccupazione.

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