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Focus su Termini di accertamento

Il raddoppio dei termini di accertamento: parabola ed eclissi di un contrastato istituto

10 Gennaio 2017 | di Raffaele Marenghi

Termini di accertamento

L'istituto, nato, prima, come favor per il fisco nel raddoppiare i termini di accertamento e, poi, cancellato dall’ordinamento, offre spunti di analisi nel coordinamento tra vecchia e nuova disciplina sulla cd. clausola di salvaguardia. Continuano infatti le sentenze della giurisprudenza di merito nell’affermare la legittimità degli avvisi di accertamento, notificati usufruendo del raddoppio dei termini, solamente se la denuncia penale sia stata presentata o trasmessa entro la scadenza dei termini e nel riconoscere l’implicita abrogazione della "clausola di salvaguardia", prevista per gli accertamenti ante 2016 dal decreto sulla certezza del diritto (D.Lgs,n. 128/2015).

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Termini per la presentazione delle dichiarazioni integrative a favore del contribuente

11 Novembre 2016 | di Fabio Gallio

Termini di accertamento

Nel provvedimento contenente misure fiscali urgenti, vengono chiariti i termini per la presentazione delle dichiarazioni integrative a favore del contribuenti, senza rischio di una contestazione da parte dell'Amministrazione Finanziaria. Il dettato normativo prevede esplicitamente che le dichiarazioni dei redditi, dell'IRAP e dei sostituti d'imposta possono essere integrate, anche oltre l'anno di presentazione della dichiarazione dell'anno successivo, e fino a quando i termini per l'accertamento non siano prescritti. Di seguito l'Autore fornisce tutte le indicazioni necessarie ai fini di una migliore comprensione della normativa in esame.

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Gli effetti della Legge di Stabilità sulla disciplina del raddoppio dei termini accertativi

24 Maggio 2016 | di Marco Ligrani

Termini di accertamento

La Legge di Stabilità 2016 ha riformato profondamente il regime della decadenza dalla potestà accertativa relativa alle annualità 2016 e successive, portando a cinque e a sette anni il termine di notifica dei relativi accertamenti, nelle ipotesi, rispettivamente, di dichiarazione presentata ovvero omessa. La Legge di Stabilità, tuttavia, ha apportato anche una ulteriore, rilevantissima novità in termini di decadenza, sopprimendo il c.d. “raddoppio dei termini”; facendo, tuttavia, espressamente salvi gli avvisi di accertamento già notificati, nella sola ipotesi in cui la relativa denuncia penale sia stata presentata entro i vecchi termini ordinari di quattro e cinque anni.

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La voluntary disclosure ora può decollare

04 Agosto 2015 | di Dario Sopranzetti

Termini di accertamento

Licenziato definitivamente dal CdM del 31 luglio scorso lo schema di D.Lgs. sulla “certezza del diritto” che, tra le numerose novità di rilevo (es: disciplina abuso del diritto), prevede che l’istituto del raddoppio dei termini per procedere all’accertamento delle imposte sui redditi e dell’IVA possa operare solo qualora la notizia di reato sia effettivamente inviata alla Procura della Repubblica entro i termini ordinari di decadenza. I riflessi positivi sulla voluntary disclosure sono rilevanti: se l’Agenzia delle Entrate o la Guardia di Finanza non hanno già inviato una denuncia penale entro il 31 dicembre 2014, sono accertabili solo i redditi prodotti dal 2010 (dal 2009 in caso di omessa dichiarazione dei redditi) al 2013.

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