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La definizione agevolata delle controversie tributarie: primi profili applicativi e criticità

20 Febbraio 2019 | di Vincenzo Pisani

Conciliazione giudiziale

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge n. 136 del 18 dicembre 2018 di conversione del D.L. n. 119/2018 recante disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria, diventano definitive tutte le nuove misure relative alla cosiddetta “pace fiscale”. Durante l'iter di conversione alcune norme hanno subito modifiche: è il caso della definizione agevolata delle controversie tributarie. Fra gli strumenti deflattivi del contenzioso introdotti con questa manovra la sanatoria delle liti, prevista all'articolo 6, è meritevole di una specifica attenzione giacché consente al contribuente la possibilità di addivenire ad una rapida definizione della controversia tributaria pendente con l'Agenzia delle Entrate. La possibile applicazione del condono, in attesa del provvedimento attuativo da parte del Direttore dell'Agenzia delle Entrate, incentiva una disamina dell'istituto anche alla luce delle recenti modifiche introdotte in fase di conversione. L'articolo propone quindi un'analisi della definizione agevolata che, a partire dall'individuazione degli ambiti di applicazione e di esclusione dell'istituto, vuole fornire al lettore una guida pratica tesa ad individuare le modalità di presentazione della domanda, il perfezionamento ed i rapporti con i contenziosi pendenti.

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La confisca in ambito penal-tributario alla luce dei più recenti orientamenti giurisprudenziali

15 Febbraio 2019 | di Wenda Biondo

Sanzioni

In ambito penal-tributario l'istituto della confisca, oggi disciplinato dall'art. 12-bis del D.Lgs. n. 74/2000, è applicabile sia nella forma diretta, con riguardo al prezzo o al profitto del reato, che in quella per equivalente. Dal punto di vista giurisprudenziale, all'orientamento, divenuto poi consolidato, delle Sezioni Unite “Gubert” e “Lucci”, si è contrapposta, con correttivi ermeneutici importanti, la recente sentenza della Corte di Cassazione del 27 febbraio 2018, n. 8995. La predetta pronuncia, nell'attribuire nuovamente importanza al requisito del nesso di pertinenzialità, che in passato aveva rischiato di divenire del tutto pleonastico, conferisce razionalità alla confisca diretta nei reati tributari. Tuttavia, limitare il raggio d'azione della confisca diretta non fa altro che ampliare quello della confisca per equivalente con tutte le inevitabili implicazioni in tema di tenuta sul piano costituzionale e di inapplicabilità all'ente per i reati tributari commessi in seno alla persona giuridica dal suo legale rappresentante.

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Indagini finanziarie e uso delle presunzioni legali

14 Febbraio 2019 | di Roberto Rea

Indagini finanziarie

È del tutto naturale ricercare la capacità contributiva andando anche a valorizzare le risultanze finanziarie, analizzando le movimentazioni bancarie. L’accertamento tributario basato sulle indagini bancarie, in tal senso, rappresenta uno strumento a disposizione dell’Amministrazione finanziaria tanto agevole quanto efficace. L’orientamento giurisprudenziale, per di più, risulta pressoché unanime nell’andare ad assegnare a tale strumento investigativo natura di presunzione legale relativa. Ma tale prospettiva è davvero incontrastabile o si potrebbe assistere ad una lettura differente della disciplina? Ci si deve rassegnare all’idea che con le indagini bancarie il Legislatore fiscale abbia voluto affermare un automatismo a favore dell’Amministrazione Finanziaria o interpretazioni alternative sono possibili? A ben vedere, sussistono spazi per un’auspicabile rivisitazione dell’attività accertativa basata su tali risultanze.

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L'accertamento fiscale in pendenza di procedura fallimentare. La posizione giuridica del fallito e della curatela

04 Febbraio 2019 | di Raimondo D'antonio

Fallimento

In pendenza di una procedura concorsuale - nella specie il fallimento - l'Agenzia delle Entrate, ovvero diverso ente impositore, possono eseguire verifiche fiscali concernenti annualità d' imposta anteriori alla pubblicazione della sentenza dichiarativa di fallimento, con conseguente emissione di un avviso di accertamento che dovrà essere notificato al fallito nonché alla procedura fallimentare rappresentata dal curatore atteso che, ai sensi dell'art. 43 Legge Fallimentare, nelle controversie, anche in corso, relative a rapporti di diritto patrimoniale del fallito compresi nel fallimento sta in giudizio il curatore. Ciò al fine di poter rendere opponibili alla massa fallimentare gli esiti ed effetti della verifica e l'eventuale credito tributario derivante, nonché per poter garantire alla procedura stessa il legittimo esercizio di difesa a tutela della par condicio creditorum.

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La definizione agevolata dei PVC alla luce del Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 23 gennaio 2019

28 Gennaio 2019 | di Francesco Licenziato

Cartelle esattoriali

Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate pubblicato il 23 gennaio ultimo scorso, prot. n. 17776/2019, vengono indicate le modalità operative per l’adesione alla definizione agevolata, al contempo chiarendo numerosi dei dubbi sorti intorno allo stesso istituto. In primo luogo, il Provvedimento chiarisce che può avvalersi della definizione agevolata anche il contribuente che ha omesso la presentazione della dichiarazione per il periodo di imposta oggetto del processo verbale, fermo restando che l’originaria dichiarazione è considerata comunque omessa. Inoltre, la definizione agevolata dei PVC è ammessa anche per le violazioni relative alle indebite compensazioni di crediti agevolativi.

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Evoluzione dei principi contabili internazionali nell'ordinamento tributario

24 Gennaio 2019 | di Fernando Mastidoro

Fiscalità internazionale

Col presente contributo si vogliono ripercorrere le fasi dell’introduzione dei principi contabili internazionali nel nostro ordinamento, a tredici anni dall’emanazione del Decreto n. 38/2005 fino ai giorni nostri, passando per i provvedimenti del 2009, 2011, 2017 e 2018, allo scopo di sollecitare alcune riflessioni sul conflitto tra la determinazione causale del reddito d’impresa dei soggetti IAS e le ragioni dell’Erario. Seguiremo, inoltre, il filone giurisprudenziale sul (l’eccessivo) ricorso al principio di “substance over form” commentando sentenze pronunciate anche in ambiti che travalicano i confini dei soggetti IAS, e accenneremo infine alle sue conseguenze sull’accertamento.

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Criticità tributarie nel concordato preventivo

21 Gennaio 2019 | di Renato Bogoni, Emanuele Artuso

Fallimento

Nell’ambito del concordato preventivo, solo con la procedura sancita dal novellato art. 182-ter l. fall. si può regolare il trattamento dei tributi e dei relativi accessori amministrati dalle agenzie fiscali, nonché dei contributi e dei relativi accessori amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza ed assistenza obbligatorie.

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Evoluzione dell'abuso del diritto in materia tributaria: distinzione tra condotte abusive e pratiche di evasione

17 Gennaio 2019 | di Giuseppe Rivetti, Francesca Moroni

Abuso del diritto o elusione

Il contribuente che non versa le imposte dovute a seguito della stipulazione di un negozio, correttamente qualificato sotto il profilo giuridico da parte dell'Amministrazione finanziaria, non pone in essere un comportamento elusivo, volto a conseguire un vantaggio fiscale in ragione di un uso distorto della normativa tributaria, ma risponde semplicemente della relativa evasione d'imposta. Pertanto, non trovano applicazione le disposizioni di legge e i principi elaborati dalla giurisprudenza, in tema di abuso del diritto.

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Spunti sulla (dubbia) ammissibilità delle “perdite valutative” alla luce del principio di derivazione rafforzata

10 Gennaio 2019 | di Simone Marzo

IRES

Negli ultimi anni il regime di rilevanza fiscale delle perdite su crediti di cui all'art. 101, comma 5, TUIR., è stato ripetutamente modificato nell'intento di agevolare (o, quanto meno, di non penalizzare eccessivamente) le imprese che incorrono nel rischio di non riuscire ad incassare tutti o parte dei propri crediti. L'art. 101 TUIR è stato infatti modificato dapprima ad opera dell'art. 33, comma 5, D.L. 22 giugno 2012, n. 83 (c.d. “decreto crescita”), convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134, poi dall'art. 1, comma 160, lett. b), L. 27 dicembre 2013, n. 147 (c.d. “Legge di Stabilità 2014”) ed infine dall'art. 13, comma 1, lett. c), del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147 (c.d. “decreto internazionalizzazione”).

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Decisione nel processo tributario: dalla deliberazione in segreto alla pubblicazione

03 Gennaio 2019 | di Domenico Chindemi, Salvatore Labruna

Esecuzione della sentenza

Il dispositivo non è un atto autonomo, bensì parte della sentenza ex art. 36, c. 2, n. 5, D.Lgs. n. 546/1992, anche se ne può costituire una sintetica anticipazione nelle comunicazioni alle parti costituite, con le forme e nei tempi previsti dalle norme processuali tributarie. La norma prevede come le parti costituite abbiano notizia della pubblicazione della sentenza con una comunicazione di segreteria che già ne riporti il dispositivo. I requisiti formali dell'ordinanza e del decreto sono disciplinati, anche nel processo tributario, dagli articoli 134 e 135 c.p.c..

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