Focus

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Le novità in tema di IRPEF

16 Ottobre 2018 | di Mariacarla Giorgetti, Leonardo Margiotta

IRPEF

Con la nuova Legge di Bilancio 2019, il Governo sta lavorando anche all’introduzione di quello che potrebbe essere un preliminare “accenno” di Flat Tax (c.d. mini Flat Tax), mediante la quale si modificherebbe la tassazione ai fini IRPEF, ossia l’imposta sul reddito delle persone fisiche. La Flat Tax, quindi, non è altro che un nuovo sistema fiscale che verrebbe introdotto dal Governo al fine di consentire all’Italia il superamento della fase di stallo, economico-finanziario, in cui si trova, mediante un’accurata rivoluzione fiscale. Pertanto, in base a quanto previsto dal contratto di governo M5S Lega, tale riforma fiscale dell’IRPEF, verterà sul superamento dell’imposta sui redditi delle persone fisiche con l’introduzione della c.d. tassa piatta che verrà applicata ai redditi degli italiani attraverso una doppia aliquota, in funzione a determinati scaglioni di reddito, così da ridurre la pressione fiscale sia per i privati che per i soggetti giuridici.

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Imposta di registro: lo «stato dell'arte» in tema di (ri)qualificazione degli atti

10 Ottobre 2018 | di Aldo Natalini

Imposta di registro

L'imposta di registro è oggetto di vivace interesse della giurisprudenza di legittimità, impegnata nell'esegesi del travagliato art. 20 del d.P.R. n. 131/1986, frattanto novellato in senso restrittivo dalla Legge di Bilancio 2018. L'articolo propone un rapido excursus delle ultime pronunce della Sezione tributaria della Cassazione in tema di (ri)qualificazione degli atti negoziali portati a registrazione.

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Decreto dignità: decremento occupazionale e delocalizzazione dei beni

02 Ottobre 2018 | di Saverio Capolupo

Aiuti di Stato

Nel disporre il recupero degli aiuti e l'irrogazione di una sanzione in capo agli imprenditori che hanno incamerato gli aiuti di Stato in caso di riduzione del livello occupazionale fuori dei casi riconducibili a giustificato motivo oggettivo, nulla è stato previsto relativamente al procedimento da porre in essere ai fini della restituzione ovvero ai poteri esercitabili a tal fine. Si ritiene, comunque, che occorra richiamarsi alla Legge n. 241/1990 che detta disposizioni di carattere generale in tema di procedimenti amministrativi. Difficoltà sussistono per la corretta individuazione del relativo presupposto. Non sono previste distinzioni per categoria di dipendenti per cui rileva il solo parametro quantitativo. Non sono ammesse compensazioni tra unità e attività incentivate diverse e la verifica deve essere fatta di anno in anno. È stato disposto, inoltre, il recupero del c.d. iper ammortamento qualora nel corso del periodo di fruizione della maggiorazione del costo i beni agevolati vengano ceduti a titolo oneroso o destinati a strutture produttive situate all'estero, anche se appartenenti alla stessa impresa, fatta eccezione per l'ipotesi della sostituzione

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Lo scambio di informazioni in ambito fiscale alla luce del D.Lgs. 60/2018

27 Settembre 2018 | di Wenda Biondo

Operazioni con l’estero

Lo scambio di informazioni in ambito fiscale, nel quale si estrinseca la cooperazione amministrativa tra Stati, si è rivelato un efficace strumento nella lotta all'evasione e alla frode fiscale, dal carattere oramai transnazionale. Tuttavia, le evidenti interrelazioni tra i fenomeni dell'evasione e quelli del riciclaggio e dell'autoriciclaggio hanno determinato l'elaborazione di una nuova strategia di contrasto agli illeciti economico-finanziari, concretizzatasi, sul piano nazionale, nel D.Lgs. 18 maggio 2018, n. 60. Quest'ultimo, nell'attuare la direttiva 2016/2258/UE del Consiglio, ha non solo ampliato il patrimonio informativo utilizzabile, garantendo alle autorità fiscali l'accesso alle informazioni in materia di antiriciclaggio raccolte in osservanza del D.Lgs. 231/2007, ma ha anche specificato i poteri e definito le modalità di acquisizione dei dati.

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Intervento di commiato dell'Avvocato Mario Cavallaro nella seduta del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria

25 Settembre 2018 | di Mario Cavallaro

Organi della giurisdizione tributaria

Nella seduta dello scorso 18 settembre presso la sede del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, il presidente uscente, l'Avvocato Mario Cavallaro, nel suo discorso di chiusura ha dedicato attenzioni anche a Iltributario.it quale strumento di collaborazione editoriale a disposizione di tutti i giudici tributari. L'ampia dotazione ai giudici tributari di risorse scientifiche ed informatiche, ricorda Mario Cavallaro, è una delle condizioni necessarie per un buon esercizio di una giurisdizione.

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Spese di lite e compensazione

20 Settembre 2018 | di Enzo Di Giacomo

Spese di lite

Nel processo tributario la parte soccombente è condannata a rimborsare le spese del giudizio che sono liquidate con la sentenza, nel rispetto del principio della soccombenza presente nel giudizio tributario. La disciplina giuridica delle spese di lite in ambito tributario è stata rivista recentemente dal legislatore che ha riformulato l'art. 15 del D. Lgs n. 546/1992, alla luce del D.Lgs n. 156/2015, in vigore dal 1° gennaio 2016, prevedendo, in particolare, la compensazione delle spese che il giudice deve espressamente motivare.

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L'istituto deflattivo del contenzioso tributario: mediazione

13 Settembre 2018 | di Mariacarla Giorgetti, Leonardo Margiotta

Mediazione

L'istituto della mediazione è uno strumento deflattivo del contenzioso tributario, utilizzato per prevenire ed evitare le controversie che possono essere risolte senza ricorrere al Giudice e, quindi, senza adire la Commissione Tributaria territorialmente competente. Si precisa, altresì, che la mediazione tributaria obbligatoria è stata introdotta dall'art. 39, comma 9, D.L. n. 98/2011 che ha inserito l'art. 17-bis nel D.Lgs. n. 546/1992. Quest'ultima disposizione è stata modificata dall'art. 9, comma 1, lett. l), D.Lgs. n. 156/2015 e dall'art. 10 D.L. n. 50/2017 (c.d. “Manovrina”).

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La tutela cautelare pro-contribuente nell'evoluzione della giurisprudenza di merito

07 Settembre 2018 | di Massimo Scuffi

Tutela cautelare

Il Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria, in collaborazione con la Corte di Cassazione, nell'ambito dei piani di formazione professionale ha organizzato un “Laboratorio Tributario sul Processo” volto a coinvolgere i Giudici Tributari di merito ed i Giudici di legittimità nello studio di alcune tematiche processuali di sicuro ed attuale interesse. Tra le tematiche individuate è stato ricompreso il processo cautelare e sono state elaborate schede tecniche con un questionario inviato alle Commissioni tributarie provinciali e regionali italiane dalle cui risposte sono emersi plurimi indirizzi ancorché senza particolari disallineamenti.

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Limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti

04 Settembre 2018 | di Saverio Capolupo

Aiuti di Stato

“Le misure introdotte dal c.d. Decreto “Dignità” sono finalizzate, almeno nelle intenzioni, a salvaguardare i lavoratori e la politica degli investimenti in Italia da parte di soggetti residenti e non residenti. Non sono mancate critiche di merito e di conformità del provvedimento ad alcuni principi comunitari. Per delocalizzazione si intende il trasferimento dell'attività economica specificamente incentivata o di una sua parte dal sito produttivo incentivato ad altro sito, da parte della medesima impresa beneficiaria dell'aiuto o di altra impresa che sia con essa in rapporto di controllo o collegamento. In esito a tali presupposti soccorre l’art. 2359 c.c. In caso di delocalizzazione è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da due a quattro volte l’aiuto ricevuto, oltre al recupero del beneficio nonché l’applicazione degli interessi al tasso ufficiale di sconto maggiorato di 5 punti. Sussistono perplessità per il calcolo della sanzione in caso di delocalizzazione parziale e in merito ai poteri esercitabili da parte delle singole amministrazioni”.

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La natura ibrida dell'avviso di accertamento tributario

29 Agosto 2018 | di Alfredo Martignetti

Avviso di accertamento

Da oltre un decennio sia la dottrina che la giurisprudenza pensano all'interpretazione della norma tributaria e dei documenti scritti tributari, come un'interpretazione prevalentemente giuridica piuttosto che legale. In chiave ermeneutica, l'avviso di accertamento viene in rilievo per la sua natura “ibrida”: da un lato come provvedimento amministrativo e dall'altro come atto bilaterale inter vivos a cui si applica la disciplina degli artt. 1362 e 1371 c.c.. Anche da diverse pronunce della Corte di Cassazione (cfr. n. 3426 del 12 febbraio 2010, nn. 6456 e 7078 del 2010) si ricava un concetto di natura ibrida dell'avviso di accertamento tributario che poi è stato approfondito e definito dalla dottrina. L'impostazione adottata dalla Corte, considerata dalla dottrina di valenza ermeneutico-correttiva, limita fortemente la fede privilegiata del processo verbale di constatazione con conseguente disapplicazione dell'art. 2700 c.c.. Ciò consente all'avvocato di indicare, nel corpo del ricorso per cassazione, i canoni ermeneutici che ritiene essere stati violati chiedendo alla Corte, di decidere in chiave ermeneutico-correttiva sul giudizio che si assume erroneamente espresso dai giudici che si sono pronunciati.

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