Focus

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Locazioni brevi: regime fiscale e obblighi degli intermediari

17 Novembre 2017 | di Fabrizio Papotti

Locazione

L'art. 4 del D.L. 24 aprile 2017 n. 50, convertito dalla legge 21 giugno 2017 n. 96, ha introdotto una specifica disciplina fiscale per le locazioni brevi, fornendone una precisa definizione e ponendo a carico dei soggetti che intervengono nella stipula e nella fase di pagamento o riscossione del canone (“gli intermediari”) determinati obblighi di comunicazione e di ritenuta. Tali adempimenti sono oggetto del Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate 12 luglio 2017, protocollo n. 132395/2017. L'Agenzia delle Entrate è poi intervenuta con la circolare 12 ottobre 2017, n. 24, per fornire importanti chiarimenti anche con riferimento ai rapporti tra la disciplina in commento e quella della c.d. cedolare secca, contenuta nel D.lgs. n. 23 del 2011.

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Vantaggi e limiti degli ISAF

13 Novembre 2017 | di Saverio Capolupo

Studi di settore

I vantaggi previsti per i contribuenti sono davvero consistenti. Proprio tale aspetto impone un quadro giuridico di riferimento che definisca rigorosamente parametri oggettivi, inattaccabili nel loro significato intrinseco ed estrinseco, applicabili in modo uniforme su tutto il territorio nazionale; che riducono i rischi di valutazioni soggettive, fonte di conseguenti discriminazioni; che assicurano la corrispondenza effettiva tra il “voto” attribuito a seguito dell'applicazione degli ISAF e la reale capacità contributiva. Ferma la validità degli obiettivi, l'attuale testo normativo solleva forti perplessità sotto differenti punti di vista per cui è auspicabile che, sulla base anche delle osservazioni della dottrina e delle associazioni professionali e di categorie, venga emendato in termini di maggiore chiarezza, certezza, equità e tutela.

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Il processo tributario telematico: la normativa di riferimento e gli aspetti tecnici

03 Novembre 2017 | di Marco Ligrani

Processo telematico

Dopo l’avvio della fase sperimentale avvenuto nello scorso anno, il processo tributario telematico è, oramai, attivo in tutte le regioni d’Italia e, per il momento, rappresenta solo un’alternativa alla modalità “tradizionale” cartacea, in attesa di diventare, ben presto, l’unica modalità possibile. Il processo tributario, pertanto, si avvia a viaggiare sui binari della telematica, senza dimenticare, tuttavia, che le regole processuali restano le stesse e che, pertanto, occorre prestare la massima attenzione a che la nuova modalità telematica non comprometta la validità degli atti.

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Riforma dei reati tributari e successione delle leggi penali nel tempo

26 Ottobre 2017 | di Iacopo Santinelli

D.Lgs. n. 158/2015

Omessa dichiarazione

Il presente breve lavoro è finalizzato a descrivere e analizzare sommariamente la posizione fatta propria dalla Giurisprudenza in ordine alle più rilevanti problematiche relative alla successione delle leggi penali nel tempo che si sono poste in seguito alla riforma dei reati tributari operata con D.Lgs. n. 158/2015.

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La frode fiscale nell'ordinamento europeo e nazionale: la deducibilità dei componenti negativi nel reddito d'impresa

19 Ottobre 2017 | di Raffaele Marenghi

Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

Il lavoro si propone di affrontare, in termini di operatività, due tematiche molto dibattute nella pratica giudiziaria nel tentativo di enuclearne – in modo chiaro e preciso – i concetti essenziali al fine di una corretta applicazione della normativa in regime di determinazione del reddito d'impresa e di deducibilità dei componenti negativi.

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Il contraddittorio endoprocedimentale: riflessioni sul dialogo tra fisco e contribuente

16 Ottobre 2017 | di Vincenzo Busa

Contraddittorio

Il tema del rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuente, da sempre al centro di attenzioni e dibattiti, negli ultimi tempi si è arricchito di spunti innovativi che sembrano prendere le distanze dalle tradizionali posizioni antitetiche per valorizzare nuove dinamiche nella valutazione di interessi non necessariamente contrapposti e spesso convergenti. In attesa del giudizio della Corte Costituzionale, promosso da alcune Commissioni tributarie, può essere utile corroborare le copiose elaborazioni teoriche sul tema con qualche riflessione di taglio pratico, centrata prevalentemente sugli effetti e le implicazioni gestionali delle varie soluzioni prospettate, secondo un approccio inusuale e raramente sperimentato nel dibattito giuridico.

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Abuso del diritto e nuove "istruzioni per l'uso"

10 Ottobre 2017 | di Anna Straface

Abuso del diritto o elusione

Il tema dell'abuso del diritto in materia tributaria rappresenta il perno fondamentale su cui ruotano rilevanti questioni dottrinali, legate all'interpretazione della norma scritta. L'articolo si focalizza principalmente sulla nuova disciplina contenuta nel D.lgs. n.128/2015, che ha avuto il pregio di introdurre una clausola generale in materia di abuso non agganciata a fattispecie tipizzate, prevedendone così, una nozione astratta che l'interprete deve esaminare caso per caso. Si traccia, dunque, un nuovo perimetro della normativa individuabile in tutte quelle operazioni in cui non è ravvisabile un vantaggio economico analizzando, non solo i nuovi presupposti costitutivi, ma anche la disciplina in materia di imposta sul valore aggiunto. L'abuso del diritto assume un “aspetto” innovativo anche se, in termini pratici ed applicativi, non si è ancora in presenza di una definizione esauriente.

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La problematica norma "interpretativa" in materia di regime fiscale delle indennità di trasferta e di trasfertismo

06 Ottobre 2017 | di Simone Marzo

Regimi contabili e fiscali

Il regime fiscale (e contributivo, attesa l'armonizzazione della base imponibile contributiva e di quella fiscale attuata con l'art. 6 del D.Lgs. 2 settembre 1997, n. 314) delle indennità corrisposte in caso di trasferta si inserisce nel sistema di imposizione dei redditi di lavoro dipendente, caratterizzato, come noto, dai principi di onnicomprensività e di irrilevanza delle spese di produzione del reddito (salva la detraibilità di un importo forfetario determinato ai sensi dell'art. 13 TUIR). Da ciò discende che gli eventuali rimborsi, indennità o proventi in genere comunque diretti a compensare il lavoratore dei costi connessi al normale svolgimento della propria attività lavorativa costituiscono per il percettore proventi imponibili, mentre esulano dalla nozione di reddito di lavoro dipendente soltanto le somme corrisposte al lavoratore a titolo di reintegrazione patrimoniale per spese da questi anticipate per conto e nell'esclusivo interesse del datore di lavoro.

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Gli indici di affidabilità fiscale sono costituzionali?

04 Ottobre 2017 | di Saverio Capolupo

Studi di settore

L'elemento determinante della nuova procedura è costituto dall'attribuzione, su una scala da 1 a 10, di un grado di affidabilità fiscale per ciascun contribuente cui sono collegati vantaggi assai rilevanti atteso che incidono sia sui termini di decadenza per l'esercizio dell'attività di accertamento – fino ad escluderla – sia sulla metodologia. Tuttavia, la mancata indicazione di criteri specifici e, quindi, la loro indeterminatezza può realisticamente creare sperequazioni che impattano, in modo immediato e diretto, sia sulla determinazione della capacità contributiva sia sul piano procedimentale e processuale. Appaiono, pertanto, fondati i dubbi di legittimità costituzionale per violazione dei principi di uguaglianza legalità e capacità contributiva. Permangono, poi, dubbi sulla veridicità, completezza ed attualità degli elementi e delle informazioni contenute nelle singole banche dati utilizzabili e sulla loro effettiva interoperabilità.

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Esenzione IMU enti ecclesiastici: privilegio o diritto accordato per un fine di particolare rilevanza sociale?

29 Settembre 2017 | di Luisa Amoretti

Enti ecclesiastici

L'articolo propone, in materia di imposta municipale propria (IMU) per gli immobili di proprietà della Chiesa, una disamina degli aspetti normativi e della concreta applicazione dell'esenzione dall'imposta per particolari tipologie di fabbricati e delle loro pertinenze destinati all'esercizio di attività quali, ad esempio, quelle di religione o di culto e quelle aventi particolare rilevanza sociale, evidenziando, anche mediante un rapido confronto con la giurisprudenza di merito più recente, le possibili criticità interpretative scaturenti dalla concreta applicazione delle norme che regolano l’esenzione.

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