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Esterovestizione

09 Agosto 2018 |

Sommario

Inquadramento | I presupposti | L'inversione dell'onere della prova | Le convenzioni internazionali | L'oggetto principale | L’accertamento tributario e la notifica del PVC | Aspetti IVA | Risvolti penali | Riferimenti |

 

  L’esterovestizione si concretizza nella fittizia localizzazione all'estero della residenza fiscale di una società che, di fatto, ha la sua attività e persegue il suo oggetto sociale in Italia.   Lo scopo principale di tale localizzazione, che avviene in un Paese con un regime fiscale più vantaggioso di quello nazionale, è quello di sottoporre gli utili ad una minore tassazione.   L’articolo 73 del Tuir prevede specifiche ipotesi di presunzione di esterovestizione, con  la conseguenza che qualora il contribuente non riesca a fornire prova contraria, sarà considerato residente in Italia e, pertanto, sarà assoggettato a tutti gli obblighi e diritti previsti fiscalmente per i residenti.   In evidenza: Esterovestizione persone fisiche Il fenomeno dell’esterovestizione non riguarda unicamente le società o le persone giuridiche, in quanto coinvolge anche le persone fisiche. Il comma 2-bis dell’articolo 2 del Tuir, infatti, prevede che si considerano comunque residenti in Italia i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati dal D.M. 4 maggio 1999. Anche in questo caso, l’onere della prova è in capo al contribuente.  

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