Bussola

Conciliazione giudiziale

01 Febbraio 2016 |

Sommario

Inquadramento | Conciliazione giudiziale | Conciliazione totale o parziale | Proposta di conciliazione in "udienza" e fuori "udienza" | Effetti del Perfezionamento ante-riforma | Effetti del perfezionamento post-riforma | Rateizzazione delle somme dovute e mancato pagamento | Trattamento contabile | Riferimenti |

 

La conciliazione giudiziale, disciplinata dall’art. 48 del D.Lgs. n. 546/1992, è un istituto deflattivo finalizzato al raggiungimento di un accordo per estinguere, parzialmente o totalmente, una controversia già instaurata tra l’Amministrazione finanziaria ed il contribuente.   Presupposto per la fruibilità di detto istituto è l’esistenza di un contenzioso, ossia la pendenza di una lite, di fronte alla Commissione Tributaria.  L’iniziativa volta a concludersi in una conciliazione giudiziale può essere presa da ambo le parti coinvolte nel processo cioè dal soggetto ricorrente o dalla parte resistente. Tuttavia, il tentativo di conciliazione può essere esperito anche dalla stessa Commissione Tributaria. Generalmente possono distinguersi due tipologie di conciliazione, quella cd. breve o “fuori udienza” o quella cd. lunga o “in udienza”. A tal riguardo si segnala che a seguito delle modifiche apportate all’art. 17-bis del citato Decreto, dal D.Lgs. 156/2015 la conciliazione potrà essere posta in essere anche in caso di reclamo/mediazione. La conciliazione, quando totale, comporta l’estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, mentre quando parziale, l’estinzione limitatamente alle questioni oggetto della lite e la prosecuzione per la parte restante. Prima ...

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