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Riforma degli organi speciali di giustizia tributaria: le direttrici tracciate dal CNDCEC

06 Maggio 2019 | Organi della giurisdizione tributaria

 

Nel dibattito politico più recente è tornato alla ribalta l’importantissimo tema della riforma della Giustizia tributaria: come si legge nel documento inviato dal CNDCEC ai vari Ordini territoriali, l'intervento dovrebbe essere ispirato ai seguenti principi e criteri direttivi.

- Mantenere ferma sia la natura speciale della giurisdizione tributaria sia l’attuale denominazione degli organi giudicanti, al fine di evitare qualsiasi fraintendimento sull’eventuale introduzione di un nuovo giudice speciale.

- Rendere le attuali Commissioni tributarie sempre più indipendenti, introducendo un giudice a tempo pieno, professionale e specializzato, che possa garantire autonomia, terzietà e indipendenza della funzione giudicante, oltre che una maggiore sua produttività.

- Rispetto alla strutturazione dei gradi di giudizio, trasferire la fase di reclamo/mediazione (liti di valore non superiore a cinquantamila euro) dinanzi agli organi di giustizia tributaria di primo grado in composizione, nella specie, monocratica, al fine di garantire la necessaria terzietà e indipendenza del soggetto deputato a gestire tale fase pre-processuale. Per le controversie in primo grado di valore fino a tremila euro (attualmente pari al 50 per cento circa delle liti pendenti innanzi alle Commissioni tributarie provinciali), prevedere che, in caso di esito negativo del reclamo/mediazione, la competenza per la successiva fase processuale decisoria del giudizio sia attribuita ad un organo giudicante in composizione anch’essa monocratica (soltanto a condizione dell’istituzione di un giudice professionale, specializzato e a tempo pieno), per consentire una accelerazione dei processi. Per le liti in primo grado di valore compreso tra tremila e cinquantamila euro, prevedere che la competenza per la successiva fase processuale decisoria del giudizio sia attribuita ad un organo giudicante in composizione collegiale. Per le liti in primo grado di valore superiore a cinquantamila euro (non soggette alla fase preventiva di reclamo/mediazione) e per tutte le liti in secondo grado, prevederne l’affidamento ad un organo giudicante in composizione, sempre, collegiale. Trasferire il terzo grado di giudizio di legittimità dalla Corte di cassazione ad una rinnovata Commissione tributaria centrale, dinanzi alla quale i soggetti abilitati alla difesa in giudizio devono avere i medesimi requisiti previsti per la difesa in giudizio nei due gradi di merito.

- Prevedere l’istituzione di sezioni specializzate per materia o tributo (si pensi ad esempio a sezioni dedicate ai tributi locali e/o alle controversie in materia catastale).

- Circoscrivere la difesa tecnica, in tutti i gradi di giudizio (anche di legittimità), ai soli soggetti iscritti negli albi degli avvocati, commercialisti di cui alla sezione A dell’albo unico e consulenti del lavoro.

- Prevedere l’istituzione della Scuola Superiore della Magistratura Tributaria per garantire la formazione e l’aggiornamento professionale continuo ai Giudici.

- In aggiunta agli attuali Uffici del Massimario regionali, prevedere l’istituzione di un Ufficio del Massimario nazionale della giurisprudenza tributaria di merito composto dai rappresentanti del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, degli enti impositori e dei Consigli nazionali delle professioni abilitate alla difesa in giudizio.

- Costituire Tavoli permanenti di confronto tra il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, gli enti impositori e i Consigli nazionali delle professioni abilitate alla difesa in giudizio, deputati a formulare proposte per un funzionamento più efficace del Processo tributario.

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