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Rassegna di giurisprudenza di legittimità - maggio 2018

REDDITI DIVERSI - PREU

Cass. civ., sez. trib., 25 maggio 2018, n. 13116

Come dispone il D.L. n. 269/2003, art. 39, comma 13, nel testo applicabile ratione temporis, "agli apparecchi e congegni di cui all'art. 110, comma 6, collegati in rete, si applica un prelievo erariale unico fissato nella misura del 13,5 per cento delle somme giocate...", sicchè l'imposta, il PREU, investe la totalità dei giochi effettuati e delle relative somme. Nel caso di utilizzo illecito delle apparecchiature, ossia con interventi tali da determinare la trasmissione telematica di dati di gioco difformi da quelli effettivamente realizzati, si verifica che il prelievo viene corrisposto solo per una parte delle giocate (quelle i cui dati sono stati trasmessi), mentre per le altre viene, semplicemente, evaso. Ne deriva, quindi, che l'imposta è e resta unica ed unitaria, integrando il cd. maggior PREU solo l'importo evaso ma pur sempre dovuto.

 

CESSIONE RAMO D'AZIENDA - IMPOSTA DI REGISTRO

Cass. civ., sez. trib., 24 maggio 2018, n. 12909

Atti contenenti negozi autonomi con parti diverse: ciascuna parte è tenuta a pagare l'imposta complementare per le convenzioni cui ha partecipato, restando in tal modo affermato l'obbligo di ciascuna parte anche rispetto ad una sola convenzione di un'operazione negoziale complessa. La parte che abbia partecipato ad uno dei diversi atti con cui si sia posta in essere un'operazione casualmente unitaria come riqualificata ex art. 20 T.U. può essere chiamata a rispondere dell'imposta complementare dovuta in conseguenza della riqualificazione.

 

COSA GIUDICATA - FALLIMENTO

Cass. civ., sez. I, 23 maggio 2018, n. 12854

il contribuente fallito conserva eccezionalmente la legittimazione a impugnare l'accertamento tributario o a coltivare l'impugnazione in precedenza proposta nell'inerzia degli organi fallimentari; sicché il permanere di questa legittimazione, operante sotto il controllo del curatore secondo una logica di interesse della massa dei creditori, fa sì che quest'ultimo, al fine di salvaguardare il medesimo interesse collettivo, possa avvalersi dell'esito favorevole dell'azione promossa dal solo contribuente fallito, eccependo il relativo giudicato, onde limitare nel quantum la pretesa del concesionario insinuatosi al passivo per il recupero dell'intero credito tributario contestato. Pertanto, ove il curatore manifesti il suo interesse a estendere al fallimento l'operatività del giudicato favorevole ottenuto dal fallito a seguito della sua iniziativa individuale, il giudice del merito dovrà ammettere al passivo il credito tributario nei limiti della minor somma acclarata in via definitiva in sede contenziosa ovvero, in caso di mancata formazione del giudicato, ammettere l'intera somma con riserva, da sciogliere poi all'esito della lite.

 

STABILE ORGANIZZAZIONE - GRUPPI DI SOCIETA'

Cass. civ., sez. trib., 18 maggio 2018, n. 12237

In tema di IVA, per la definizione di "stabile organizzazione" occorre tener conto del concetto di "centro di attività stabile", di cui all'art. 9, comma 1, della cd. sesta direttiva, n. 77/388/CEE, come interpretato dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, per la quale è necessario che tale centro di attività presenti un grado sufficiente di stabilità ed una struttura idonea a rendere possibile lo svolgimento autonomo delle relative operazioni, mentre la stessa non sussiste ove un'istallazione fissa sia utilizzata al solo fine di effettuare, per conto dell'impresa, attività di carattere preparatorio o ausiliario, come, ad esempio, l'assunzione del personale o l'acquisto dei mezzi tecnici necessari allo svolgimento delle attività dell'impresa.

 

IMPOSTE SUI REDDITI - TERRENI

Cass. civ., sez. trib., 4 maggio 2018, n. 10693

In tema di imposte sui redditi, ai fini dell'applicabilità dell'art. 81 del d.P.R. n. 917/1986 e della tassazione della plusvalenza realizzata dalla cessione di terreni edificabili, occorre che sussista un effettivo strumento urbanistico di pianificazione territoriale generale, adottato dal Comune, indipendentemente dall'approvazione della Regione e dall'adozione degli strumenti attuativi del medesimo, e quindi che sia già intervenuta, quanto meno, l'approvazione di una variante al piano regolatore generale. Dunque, un'aspettativa corrispondente ad un acquisto non può ritenersi equivalente ad un atto formale di adozione di uno strumento urbanistico, perfino meramente attuativo.

 

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