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Rassegna di giurisprudenza di legittimità - giugno 2017

ACCERTAMENTO TRIBUTARIO - CONTABILITA'

Cass. civ., sez. trib., 28 giugno 2017, n. 16060

In tema di accertamento tributario, la 'contabilità in nero', costituita da appunti personali e informazioni dell'imprenditore, anche se pervenuta presso terzi, costituisce un valido elemento indiziario pacificamente dotato dei requisiti di gravità, precisione e concordanza di cui all'art. 39 d.P.R. n. 600/1973 legittima di per sé, a prescindere da ogni altro elemento, il ricorso all'accertamento induttivo, incombendo al contribuente l'onere di fornire la prova contraria, al fine di contestare l'atto impositivo notificatogli.

 

TASSE E IMPOSTE - TARSU

Cass. civ., sez. trib., 16 giugno 2017, n. 15041

Il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea presuppone il dubbio interpretativo su una norma comunitaria, che non ricorre allorchè l'interpretazione sia autoevidente oppure il senso della norma sia già stato chiarito da precedenti pronunce della Corte, non rilevando, peraltro, il profilo applicativo di fatto, che é rimesso al giudice nazionale a meno che non involga un'interpretazione generale ed astratta. Nella specie, la S.C., cassando la sentenza impugnata, ha ritenuto che la delibera del Comune di Palermo la quale, in tema di TARSU, aveva differenziato la tariffa degli esercizi alberghieri da quella delle civili abitazioni, era legittima perchè conforme al principio "chi inquina paga", espresso nell'art. 15 della Direttiva 2006/12/CE e nell'art. 14 della Direttiva 2008/98/CE, che, nell'osservanza del principio di proporzionalità, consentono al diritto nazionale di differenziare il calcolo della tassa di smaltimento per categorie di utenti.

 

IRES - LITISCONSORZIO NECESSARIO

Cass. civ., sez. trib., 9 giugno 2017, n. 14420

L'unitarietà dell'accertamento alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi, comporta che il ricorso tributario proposto, anche avverso un solo avviso di rettifica, da uno dei soci o dalla società riguarda inscindibilmente sia la società che tutti i soci - salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali -, sicché tutti questi soggetti devono essere parte dello stesso procedimento e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni soltanto di essi, non avendo infatti siffatta controversia ad oggetto una singola posizione debitoria del o dei ricorrenti, bensì gli elementi comuni della fattispecie costitutiva dell'obbligazione dedotta nell'atto autoritativo impugnato, con conseguente configurabilità di un caso di litisconsorzio necessario originario e relativa necessità di integrazione, essendo il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorzi necessari affetto da nullità assoluta, rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, anche di ufficio.

 

IMPOSTE INDIRETTE - IVA

Cass. civ., sez. trib., 9 giugno 2017, n. 14406

Ai fini della assoggettabilità ad IVA di una prestazione di servizi, e del conseguente diritto alla detrazione dell’imposta assolta, l’onerosità dell’operazione è riconoscibile solo quando tra l’autore della prestazione ed il suo destinatario intercorra un rapporto giuridico di scambio di adempimenti sinallagmatici, per cui il compenso ricevuto dal primo costituisce il controvalore effettivo del servizio prestato al secondo, con la specificazione che il fatto generatore dell’IVA va identificato nella materiale esecuzione di una prestazione “individualizzabile”, tale, cioè, da costituire condizione di esigibilità del corrispettivo. (Così statuendo, la S.C. ha escluso l’assoggettabilità ad IVA dell’ipotesi dei cd. “premi impegnativa”, per mancanza di un legame diretto ed immediato tra prestazione e corrispettivo, conseguentemente escludendo il diritto del destinatario della prestazione alla detrazione dell’IVA, possibile solo quando l’imposta assolta sia dovuta).

 

RISCOSSIONE - CONDONO FISCALE 

Cass. civ., sez. trib., 9 giugno 2017, n. 14373

In tema di condono fiscale, l’estensione alla definizione agevolata di cui all’art. 9-bis della L. n. 289/2002 delle norme dettate, per la riscossione dei debiti iscritti a ruolo, dagli artt. 78915 e 16 della stessa legge, non incide sull’effetto estintivo dell’obbligazione di pagamento, ricollegato unicamente all’integrale versamento del dovuto, atteso che la portata dispositiva dell’art. 16-bis della legge predetta si risolve nella sola estensione dell’operatività delle disposizioni in merito all’agevolazione dell’azione esattoriale anche alla riscossione delle somme dovute a seguito del mancato pagamento delle rate del condono ex art. 9-bis della stessa legge, fermo restando che esse comprendono, oltre al residuo importo ancora dovuto a titolo di imposta, anche l’importo delle sanzioni calcolate sull’intera obbligazione tributaria originaria.

 

IMPOSTA DIRETTA - ICI

Cass. civ, sez. trib., 7 giugno 2017, n. 14114

In tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), la base imponibile è individuata dall'art. 5, comma 2, del D.lgs. n. 504/1992 mediante una stretta ed imprescindibile relazione tra iscrizione (o necessaria iscrivibilità) in catasto di una unità immobiliare e rendita vigente al primo gennaio dell'anno di imposizione, sicché i dati del singolo fabbricato, quali risultanti dal catasto, costituiscono un fatto oggettivo, ai fini dell'assoggettamento all'imposta e della determinazione del "quantum" dovuto, non contestabile, neppure in via incidentale, da nessuna delle parti (comune e contribuente) del rapporto obbligatorio concernente l'imposta, fatta salva la facoltà del contribuente di chiedere la modifica (eventualmente in via di autotutela), ovvero di impugnare (in sede giurisdizionale) l'atto di accatastamento e/o di attribuzione della rendita, con naturale ripercussione (ed effetto vincolante per le parti del rapporto ICI) sul provvedimento definitivo.

 

MISURE CAUTELARI - PIGNORAMENTO

Cass. civ., ss.uu., 5 giugno 2017, n. 13913

In materia di esecuzione forzata tributaria, l'opposizione agli atti esecutivi avverso l'atto di pignoramento asseritamente viziato per omessa o invalida notificazione della cartella di pagamento (o di altro atto prodromico al pignoramento), è ammissibile e va proposta - ai sensi degli artt. 2, comma 1, e 19 del D.lgs. n. 546/1992, dell'art. 57 del d.P.R. n. 602/1973 e dell'art. 617 c.p.c. - davanti al giudice tributario, risolvendosi nell'impugnazione del primo atto in cui si manifesta al contribuente la volontà di procedere alla riscossione di un ben individuato credito tributario.

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