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Omessa dichiarazione: compensazione del credito senza sanzioni ed interessi

10 Ottobre 2019 |

Cass. 9 ottobre 2019 n. 25288

IVA

 

Il contribuente, in caso di omessa dichiarazione, può portare in detrazione il suo credito fiscale l'anno successivo senza la necessità di ricorrere all'istanza di rimborso dell'imposta.

 

Inoltre, gli interessi sul debito tributario, in ipotesi di compensazione con un credito del contribuente, sono dovuti solo fino al momento della nascita di quest'ultimo credito. Analoghe considerazioni vanno svolte quanto alle sanzioni.

 

Se il credito può essere utilizzato in compensazione, non sono, quindi, dovute le sanzioni da omesso versamento (art. 13 D. Lgs. 471/97) e nemmeno gli interessi.

 

Ciò in quanto la compensazione (art. 1242 c. 1 c.c.), produce il suo effetto estintivo dal giorno della coesistenza dei due debiti, mentre, a questo fine, sono indifferenti il momento in cui essi sono sorti (Cass. 11 marzo 2004 n. 4983) e la dichiarazione della parte, limitandosi la pronuncia del giudice che accerti detta coesistenza a dare atto dell'avvenuta estinzione dei contrapposti debiti e crediti con effetto ex tunc.

 

Per la giurisprudenza di legittimità, detto credito assume valore non dal momento individuato nella presentazione della dichiarazione, bensì dalla verificazione dei suoi presupposti.

 

Nel ribadire il principio di diritto, la Cassazione svolge, inoltre, alcune considerazioni in merito all’onus probandi:

  • se il contribuente si attiene agli obblighi formali-contabili prescritti dalla normativa interna, grava sull'Amministrazione fiscale, che intenda disconoscere il diritto a detrazione, l'onere della relativa contestazione e della consequenziale prova;
  • se, diversamente, il contribuente non si attiene alle prescrizioni formali e contabili disciplinate dall'ordinamento interno, è onere dello stesso, a fronte della contestazione di omissioni o irregolarità, fornire adeguata prova dell'esistenza delle condizioni sostanziali cui la normativa comunitaria ricollega l'insorgenza del diritto alla detrazione.

 

Questo quanto reso dalla Cassazione nel respingere il ricorso principale proposto dall'Agenzia delle Entrate e nell'accogliere, invece, quello incidentale proposto dal contribuente (Cass. 9 ottobre 2019 n. 25288). 

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