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No al rimborso IRAP per il commercialista/sindaco che utilizza beni in misura eccedente

18 Luglio 2016 |

Cass. civ., sez. VI-T, 15 luglio 2016, n. 14603

IRAP

Come noto l'IRAP coinvolge una capacità produttiva "impersonale ed aggiuntiva" rispetto a quella propria del professionista e colpisce un reddito che contenga una parte aggiuntiva di profitto, derivante da una struttura organizzativa "esterna", cioè da "un complesso di fattori che, per numero, importanza e valore economico, siano suscettibili di creare un valore aggiunto rispetto alla mera attività intellettuale supportata dagli strumenti indispensabili e di corredo al know-how del professionista". Quindi è il surplus di attività agevolata dalla struttura organizzativa che aiuta il professionista ad essere interessato dall'imposizione che colpisce l'incremento potenziale (o quid pluris), realizzabile rispetto alla produttività auto organizzata del solo lavoro personale. Sulla base di tali considerazioni non sono perciò soggetti ad IRAP i proventi che un lavoratore autonomo percepisca come compenso per le attività svolte all'interno di una "struttura da altri organizzata".

 

Si precisa inoltre che non ha diritto al rimborso dell'IRAP il commercialista, che – nello svolgimento dell'attività di sindaco – utilizza beni strumentali in misura eccedente il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività professionale.

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