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L'AIDC sulla proposta di Legge di riforma del processo tributario

29 Gennaio 2019 | Organi della giurisdizione tributaria

 

L’Associazione Italiana Dottori Commercialisti, con il comunicato stampa diffuso il 28 gennaio, ribadisce l'opportunità di rivedere le regole della giustizia tributaria e di voler seguire l’iter della Proposta di Legge presentata in Parlamento. 

 
“Va garantita una vera autonomia alla magistratura tributaria ed è quindi necessario svincolare dal Ministero dell’Economia e delle Finanze la gestione e l’organizzazione delle Commissioni tributarie, in quanto esso stesso parte interessata nel contenzioso, affinché la giustizia tributaria sia anche nella sostanza – e non solo nella forma - indipendente ed autonoma. Non necessariamente deve essere infatti affidata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, potendo confluire sotto il controllo del Ministero della Giustizia”. 
 
Altro aspetto riguarda i tempi del contenzioso tributario, spesso non compatibili con quelli del tessuto economico. Non a caso la Corte Costituzionale, già nel 2016, auspicava l’intervento del Legislatore per dare una vera autonomia alla giurisdizione tributaria.
 
Prosegue il comunicato “AIDC conviene sulla necessità di istituire il ruolo autonomo della magistratura tributaria, distinto da quella ordinaria, amministrativa, contabile e militare, una cosiddetta ‘quinta magistratura’, con una gestione organizzativa indipendente. Una magistratura organizzata nei tre gradi di giudizio - con una denominazione che ne rispecchi la natura - con un Tribunale Tributario, una Corte D’Appello Tributaria ed una Sezione speciale tributaria della Corte di Cassazione. Interessante è anche la professionalizzazione della figura del giudice tributario, con l’assunzione per concorso pubblico, ma soprattutto con l’incompatibilità con qualunque altro incarico e/o iscrizione in albi professionali per gli organi di giustizia tributaria. Dubbi invece sulla previsione di un limite d’età di 50 anni per accedere alla funzione di giudice tributario, mentre è apprezzabile l’istituzione del Giudice Monocratico competente per tutte le controversie di importo non superiore a 30mila euro d’imposta; nonché per quelle controversie per le quali la legge prevede il previo esperimento del reclamo-mediazione: innanzi ad esse viene attivata la procedura di reclamo-mediazione, anche al fine di deflazionare – per il futuro - il contenzioso tributario".
 
 
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