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Fondazioni, il membro del consiglio di vigilanza non è soggetto passivo IVA

17 Giugno 2019 |

C.Giust. UE 13 giugno 2019, C-420/18

IVA

 

Il membro del consiglio di vigilanza di una fondazione non può essere considerato soggetto passivo IVA, non esercitando un’attività economica in modo indipendente (artt. 9 e 10, Direttiva 2006/112/CE c.d. “Direttiva IVA”); questo quanto affermato nella sentenza del 13 giugno 2019, C-420/18.

 

La questione pregiudiziale è stata presentata nell’ambito di una controversia che vede un contribuente opposto all’amministrazione fiscale olandese, in merito all’assoggettamento a IVA dello stesso, nella sua qualità di membro del consiglio di vigilanza di una fondazione, la cui attività principale consiste nell’offrire stabilmente un alloggio alle persone che si trovano in stato di bisogno.

 

Le motivazioni della Corte vertono sulla qualificazione dell’attività svolta come “economica”, nonché sul suo carattere “indipendente”.

 

Nell'identificare l’attività del membro della fondazione come economica, la Corte prende al vaglio i criteri della stabilità e del suo svolgimento a fronte di corrispettivo, non rilevando il fatto che essa venga svolta per l’esercizio di un unico mandato e che la retribuzione avvenga su base annua o in modo forfettario.

 

La C.Giust. Ue verifica inoltre la presenza di un vincolo di subordinazione, requisito che non consente di intravedere l'indipendenza dell'attività, elemento necessario per la soggezione all'IVA. Il soggetto, infatti, non agisce né in nome né in conto proprio, né sotto la propria responsabilità, ma opera per conto e sotto la responsabilità dello stesso consiglio, non sopportando neppure il rischio economico derivante dalla sua attività (a differenza di un impreditore).

 

 

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