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Esercizio abusivo della professione: discrimen cronologico per la liceità delle attività

11 Settembre 2019 |

Cass. 9 settembre 2019 n. 22459

Giudizio di cassazione

 

 

In relazione alla rilevanza delittuosa della condotta di colui che svolga attività riservate agli iscritti all’Albo unico dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, si afferma la necessità di considerare il profilo cronologico: le prestazioni rese in epoca anteriore al 1° gennaio 2008, data di istituzione dell’Albo unico, sebbene rese in data successiva alla formale emanazione del D. Lgs. 139/2005, sono da ritenersi lecite, non inficiando la validità del contratto concluso con il cliente e legittimando il diritto al pagamento del corrispettivo.

 

Nessuno, infatti, continua la Corte, avrebbe paradossalmente potuto svolgere in maniera lecita le attività di cui all’art. 1 D. Lgs. 139/2005, in assenza di una norma che medio tempore esplicitamente riservasse tali attività in favore degli organismi professionali fino alla data di creazione del nuovo Albo.

 

L’attribuzione in esclusiva del compimento delle attività in esame rimane, quindi, condizionata all’istituzione dello stesso Albo, restando fino a quel momento consentita anche a coloro che non fossero iscritti ad alcun Albo, in mancanza di una precedente riserva esclusiva a favore degli iscritti agli Ordini e Collegi preesistenti.

 

Di segno opposto la Cass. 14 dicembre 2018 n. 32473, nella quale, però, le attività oggetto di analisi erano già riservate agli iscritti dell’Ordine dei Dottori Commercialisti, non avendo avuto su di esse alcuna incidenza la novella del D. Lgs. 139/2005.

 

Ne consegue che, nel caso in esame, vada esclusa la possibilità di riscontrare gli estremi del reato di esercizio abusivo della professione, attesa la collocazione temporale delle prestazioni offerte dal ricorrente (Cass. 9 settembre 2019 n. 22459).

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