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Ecco la proposta di decisione della Commissione UE

Il documento ufficiale con cui la Commissione Europea dice sì allo split payment è stato finalmente pubblicato. Oltre alle anticipazioni fornite dalla portavoce Vanessa Mock, ora si può finalmente consultare il testo della Proposta di decisione di esecuzione del Consiglio con cui, appunto, la Commissione propone al Consiglio di autorizzare l’Italia ad applicare il regime speciale IVA per le cessioni e le prestazioni alla pubblica amministrazione.

In particolare, la Commissione ha proposto di autorizzare il nostro Paese a:

  • prevedere che l'IVA dovuta sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi alle pubbliche amministrazioni debba essere versata dal destinatario su un conto bancario distinto e bloccato dell'amministrazione fiscale (derogando in tal modo l’art. 206 della direttiva 2006/112/CE);
  • imporre che nelle fatture emesse in relazione alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi alle pubbliche amministrazioni sia introdotta una menzione speciale indicante che l'IVA deve essere versata su un conto bancario distinto e bloccato dell'amministrazione fiscale (derogando in tal modo l’art. 226 della Direttiva 2006/112/CE).

 

Come già anticipato, la proposta è soggetta a una doppia condizione: in primo luogo, l’autorizzazione è concessa solo fino al 31 dicembre 2017 (data in cui scadrebbe l’eventuale decisione positiva presa dal Consiglio). In tal senso, l’Italia si è già impegnata a non chiedere il rinnovo della deroga. In secondo luogo, onere del nostro Paese sarà quello di trasmettere alla Commissione, entro 18 mesi che decorrono dal 1° gennaio scorso, una relazione sulla situazione generale dei rimborsi IVA ai soggetti passivi interessati da tali misure e, in particolare, sulla durata media della procedura di rimborso. Tale adempimento è richiesto al fine di garantire il necessario controllo sulla deroga: a preoccupare la Commissione è, infatti, da sempre proprio la procedura di rimborso dell’IVA, che ora, inevitabilmente, verrà attivata più frequentemente dai fornitori della P.A. dinanzi all’amministrazione fiscale. In questo senso, a rassicurare la Commissione sulla buona riuscita del regime speciale opera anche la recente riforma della procedura dei rimborsi: posto il nuovo limite dei tre mesi come tempo massimo, per i soggetti passivi che rientrano nello split payment i rimborsi impiegheranno ancora meno tempo data la “priorità” con cui verranno effettuati.

Adesso, come ultimo step per il via libero definitivo allo split payment, serve che il Consiglio adotti all’unanimità la proposta della Commissione. 

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