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Definizione liti pendenti, rilevano le sentenze depositate al 24 ottobre scorso

 

L’Agenzia delle Entrate nella Risposta n. 110 pubblicata ieri il 18 aprile 2019, esamina la fattispecie di un soggetto destinatario di un avviso di liquidazione dell’imposta di registro con il quale l’Agenzia delle Entrate aveva rettificato il valore per la cessione di alcuni rami d’azienda. L’atto era stato impugnato dall’istante, che aveva trovato accoglimento in CTP e CTR, ma con esito diverso in sede di Legittimià. Al fine dell’eventuale adesione alla definizione agevolata della controversia la società chiedeva di sapere se la situazione processuale rilevante per determinare gli importi da corrispondere fosse quella sussistente al momento dell’entrata in vigore dell’art. 6 del D.L. 23 ottobre 2018 n. 119, oppure se fosse rilevante la successiva sentenza di Cassazione con rinvio.

 

«Nel caso oggetto di interpello, in cui si è verificata la doppia soccombenza dell’Agenzia delle Entrate in primo e in secondo grado e la Suprema Corte ha emesso pronuncia di Cassazione con rinvio sul ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate, l’istante può definire la controversia con il pagamento del 15 per cento del relativo valore – ha spiegato il documento di prassi – Nella situazione prospettata, infatti, il momento rilevante al fine di individuare l’importo dovuto per la definizione agevolata coincide con la data di entrata in vigore del D.L. 23 ottobre 2018 n. 119, ossia con il 24 ottobre 2018, data in cui la controversia era interessata dalla sentenza sfavorevole all’ufficio emessa dalla Commissione Tributaria Regionale». Si richiama, a questo proposito, anche la recente Circolare n. 6/E/2019.

 

 

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