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Criterio di competenza per la denuncia delle plusvalenze

02 Dicembre 2016 |

Cass. civ., sez. trib., 30 novembre 2016, n. 24378

Plusvalenze

Gli incrementi patrimoniali devono essere denunciati secondo il criterio della competenza che, come noto, è inderogabile, non potendo il contribuente scegliere quando dichiarare le poste attive o passive a sua discrezione, dovendolo invece fare solo nel periodo indicato dalla legge come di competenza. Ulteriore chiarimento giunto dai Giudici della Suprema Corte, con la sentenza n. 24378/2016, è dunque obbligo del contribuente dichiarare la plusvalenza nel periodo in cui è formalmente realizzata a prescindere da quando avviene materialmente l'incasso della somma lucrata.

 

La vicenda in esame vede come oggetto una cessione aziendale, la contribuente in questione aveva omesso in fase di cessione di dichiarare la plusvalenza realizzata. L'Amministrazione ricorrente, dunque, aveva assunto l'inderogabilità del principio di competenza che imponeva di dichiarare la plusvalenza e poi la perdita successiva, dovuta alla restituzione della somma e non quindi di seguire il principio di cassa.

 

Il ricorso trova accoglimento da parte dei Giudici di legittimità che sulla scorta del principio su esposto chiariscono che la plusvalenza realizzata con la vendita dell'azienda va dichiarata secondo il criterio della competenza a nulla rileva che la vendita possa essere annullata con conseguente restituzione dell'incasso. I due momenti, specificano i giudici, comportano due momenti fiscali autonomi:

  • la realizzazione della plusvalenza per mezzo della vendita e
  • la restituzione della somma conseguente all'annullamento della vendita.

 

In conclusione per seguire il principio di competenza uno di questi due momenti va dichiarato come guadagno mentre l'altro come perdita (nei momenti differenti in cui si verificano).

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