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Comunicazione dei meccanismi transfrontalieri di pianificazione fiscale, il punto della FNC

 

 

Lo scorso 13 marzo gli Stati membri dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo politico per richiedere agli intermediari fiscali di comunicare le informazioni sui sistemi transfrontalieri di pianificazione fiscale che rispondono a determinati criteri, o “elementi distintivi”.
 
La proposta originaria era stata pubblicata dalla Commissione Europea  il 21 giugno 2017. La velocità con cui è stato raggiunto l’accordo politico attesta l’importanza che la questione riveste per gli Stati membri, in seguito a Luxleaks, i Panama e i Paradise Papers.
Le proposte sono state formalmente adottate il 25 maggio, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale del 5 giugno, e sono quindi entrate in vigore il 25 giugno 2018. Viene così innestata una modifica alla Direttiva sulla cooperazione amministrativa nella tassazione (diretta) - DAC. 
 
 
La FNC ha offerto (con la traduzione del documento Tax intermediaries Reporting cross-border tax planning) una sintesi delle principali disposizioni. Come perimetro soggettivo, la Direttiva si rivolge a tutti coloro che forniscono servizi di consulenza fiscale e hanno sede nell’Unione Europea, inclusi i commercialisti, gli avvocati, il settore bancario nonché gli individui o le organizzazioni che non siano soggetti a regolamentazione, né siano membri di un organismo professionale.
 
Tuttavia, è previsto che il contribuente – e non l’intermediario – effettui la notifica direttamente all’autorità quando:
  • il meccanismo fiscale sia stato elaborato internamente;
  • all’intermediario fiscale sia vietato effettuare la comunicazione per via di specifiche norme sulla riservatezza in materia fiscale o di norme più generali sul segreto professionale, definite dalla normativa nazionale;
  • l’intermediario che ha fornito il servizio di consulenza non ha presenza in uno Stato membro UE.

 

La DAC esclude esplicitamente l’IVA dal suo ambito di applicazione, ma l’obbligo di notifica vige per qualsiasi meccanismo fiscale transfrontaliero che presenti almeno un elemento distintivo.
Un meccanismo transfrontaliero deve coinvolgere più di uno Stato membro, ovvero uno Stato membro e un paese terzo (ad esempio, un paese terzo che non sia membro UE, né membro dello SEE).
 
Inoltre, deve soddisfare almeno una delle seguenti condizioni:
  • non tutti i partecipanti al meccanismo sono residenti a fini fiscali nella stessa giurisdizione;
  • uno o più dei partecipanti al meccanismo sono simultaneamente residenti a fini fiscali in più di una giurisdizione;
  • uno o più dei partecipanti al meccanismo svolgono un'attività in un'altra giurisdizione tramite una stabile organizzazione situata in tale giurisdizione e il meccanismo fa parte dell'attività o costituisce l'intera attività della suddetta stabile organizzazione.
 
Gli Stati membri devono trasmettere le informazioni richieste entro un mese dalla fine di ciascun trimestre a un registro centrale che la Commissione Europea è tenuta a istituire entro il 31 dicembre 2019.

 

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