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Cinquanta giudici ausiliari per smaltire i contenziosi tributari pendenti

È con l'art. 80 della Legge di Bilancio 2018 che viene proposta una nuova figura del giudice ausiliario di Cassazione.

Nello specifico è prevista la costituzione straordinaria e temporanea di collegi giudicanti speciali in Corte di Cassazione, composti da 50 giudici a cui verrà affidato l'onere di smaltire i contenziosi tributari pendenti. L'obiettivo è di perseguire il principio della ragionevole durata del processo così da evitare che lo Stato venga esposto agli oneri di indennizzo dovuto per la violazione del principio su detto.

Dunque, l'esigenza dell'intervento legislativo è stato attuato proprio a fronte dell’elevato numero di procedimenti pendenti presso la Suprema Corte (105.000, di cui il 47% da imputarsi alla sezione tributaria) e del trend in crescita, che potrebbe portare nel 2025 il contenzioso tributario al 64% della complessiva pendenza della Cassazione civile.

 

Ma analizziamo qualche requisito necessario ai fini della nomina:

Gli ausiliari in questione verranno nominati per un periodo di tre anni, non prorogabile.

Possono essere chiamati a rivestire la funzione di magistrati ausiliari: i magistrati ordinari, compresi i Consiglieri di Cassazione nominati per meriti insigni, a riposo da non più di cinque anni al momento della presentazione della domanda, che abbiano maturato un'anzianità di servizio non inferiore a 25 anni. Si evidenzia nel testo del DdL che al momento della presentazione della domanda il candidato non deve aver compiuto i settatré anni di età.

D'altro canto è necessario non essere, al momento della domanda e nel triennio precedente, tra i membri del Parlamento nazionale ed europeo, tra i deputati e i consiglieri regionali, i membri del Governo, i Presidenti delle regioni e delle province, tra i membri delle giunte regionali e provinciali; tra i sindaci, gli assessori comunali, i consiglieri provinciali, comunali e circoscrizionali; ed infine, tra coloro che ricoprono incarichi direttivi o esecutivi nei partiti politici. Sul punto, è necessario evidenziare che non si può esercitare la professione di avvocato per tutto il periodo del mandato.

 

In ultima analisi: ai magistrati ausiliari è attribuito un rimborso spese forfettario pari a 1.000 euro mensili, per undici mensilità all’anno. Tale importo in oggetto non costituisce reddito e non è soggetto a ritenute previdenziali né assistenziali.

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