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Avviso di accertamento: comprensibilità delle ragioni sottese alla pretesa impositiva

20 Settembre 2019 |

Cass. 17 settembre 2019 n. 23074

Avviso di accertamento

 

Gli avvisi di accertamento emessi dagli Enti Locali devono contenere una motivazione (art. 7 c. 1 L. 212/2000; art. 1 c. 161, 162 L. 296/2006) che renda comprensibile al contribuente le ragioni sottese alla pretesa impositiva, al fine di non compromettere il diritto di difesa costituzionalmente garantito.

 

La motivazione dell’avviso di accertamento relativo ai tributi locali deve, quindi, essere integrata dai riferimenti che la legge esige per determinare l’imponibile, consentendo al contribuente di conoscere non solo il quantum, ma anche le ragioni dell’an della pretesa.

 

Nel caso concreto, l’avviso di accertamento in questione non risponde ai requisiti normativi, dovendosi quindi considerare immotivato, in quanto non contenente alcun riferimento (ad esempio, l’iter logico matematico che ha condotto alla determinazione dell’imposta, i riferimenti ad una maggiore base imponibile) alle ragioni per le quali si sia pervenuti alla determinazione di una imposta maggiore di quella liquidata e versata dal contribuente.

 

La Corte, infine, nel respingere il ricorso, afferma che la carenza di motivazione dell’avviso di accertamento non è sanabile in sede contenziosa con un’integrazione del contenuto dell’atto ex post, essendo possibile il rimedio della sostituzione dell’avviso carente con un nuovo avviso, in virtù del potere, riconosciuto dalla legge, di correzione degli errori dei provvedimenti (Cass. 17 settembre 2019 n. 23074).

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