Focus

La natura ibrida dell'avviso di accertamento tributario

Sommario

La questione ermeneutica dell'avviso di accertamento tributario | La natura ibrida dell'avviso di accertamento tributario | La necessaria correzione ermeneutica e la disapplicazione dell'art. 2700 c.c. | In conclusione |

 

Da oltre un decennio sia la dottrina che la giurisprudenza pensano all'interpretazione della norma tributaria e dei documenti scritti tributari, come un'interpretazione prevalentemente giuridica piuttosto che legale. In chiave ermeneutica, l'avviso di accertamento viene in rilievo per la sua natura “ibrida”: da un lato come provvedimento amministrativo e dall'altro come atto bilaterale inter vivos a cui si applica la disciplina degli artt. 1362 e 1371 c.c.. Anche da diverse pronunce della Corte di Cassazione (cfr. n. 3426 del 12 febbraio 2010, nn. 6456 e 7078 del 2010) si ricava un concetto di natura ibrida dell'avviso di accertamento tributario che poi è stato approfondito e definito dalla dottrina. L'impostazione adottata dalla Corte, considerata dalla dottrina di valenza ermeneutico-correttiva, limita fortemente la fede privilegiata del processo verbale di constatazione con conseguente disapplicazione dell'art. 2700 c.c.. Ciò consente all'avvocato di indicare, nel corpo del ricorso per cassazione, i canoni ermeneutici che ritiene essere stati violati chiedendo alla Corte, di decidere in chiave ermeneutico-correttiva sul giudizio che si assume erroneamente espresso dai giudici che si sono pronunciati.

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