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La confisca in ambito penal-tributario alla luce dei più recenti orientamenti giurisprudenziali

Sommario

Premessa | La nozione di “profitto” all'indomani delle sentenze “Gubert” e “Lucci” | La confisca nei confronti dell'ente per i reati tributari commessi dal legale rappresentante | Lo stato dell'arte alla luce della più recente giurisprudenza | In conclusione |

 

In ambito penal-tributario l'istituto della confisca, oggi disciplinato dall'art. 12-bis del D.Lgs. n. 74/2000, è applicabile sia nella forma diretta, con riguardo al prezzo o al profitto del reato, che in quella per equivalente. Dal punto di vista giurisprudenziale, all'orientamento, divenuto poi consolidato, delle Sezioni Unite “Gubert” e “Lucci”, si è contrapposta, con correttivi ermeneutici importanti, la recente sentenza della Corte di Cassazione del 27 febbraio 2018, n. 8995. La predetta pronuncia, nell'attribuire nuovamente importanza al requisito del nesso di pertinenzialità, che in passato aveva rischiato di divenire del tutto pleonastico, conferisce razionalità alla confisca diretta nei reati tributari. Tuttavia, limitare il raggio d'azione della confisca diretta non fa altro che ampliare quello della confisca per equivalente con tutte le inevitabili implicazioni in tema di tenuta sul piano costituzionale e di inapplicabilità all'ente per i reati tributari commessi in seno alla persona giuridica dal suo legale rappresentante.

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