Focus

Il punto sull'imposta di sbarco

Sommario

Premessa | L'evoluzione normativa relativa all'imposta di sbarco | Le caratteristiche del tributo | La decisione della Corte | Le ragioni della disciplina del tributo | Bibliografia di riferimento |

 

Con due ordinanze del medesimo tenore il Consiglio di Stato ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell'art. 4, comma 3-bis, D.Lgs. n. 23/2011 in riferimento agli artt. 3 e 53 Cost. La disposizione – nella versione precedente alla sostituzione operata dall'art. 33, comma 1, L. n. 221/2015 – prevedeva che i Comuni con sede nelle isole minori o nel cui territorio insistono isole minori potessero istituire con regolamento, in alternativa all'imposta di soggiorno di cui al medesimo articolo, un'imposta di sbarco, fino ad un massimo di euro 1,50, da riscuotere unitamente al prezzo del biglietto da parte delle compagnie di navigazione che forniscono collegamenti marittimi di linea, responsabili d'imposta con diritto di rivalsa sui soggetti passivi. Con la sentenza in commento la Corte costituzionale ha ritenuto la questione inammissibile in quanto, in un settore, quale quello tributario, in cui il legislatore gode di ampia discrezionalità, l'intervento additivo invocato non costituiva una soluzione costituzionalmente obbligata.

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