Focus

Applicazione della pena ("patteggiamento") a seguito di ravvedimento operoso

Sommario

Premessa | Le previsioni normative a confronto | Il coordinamento delle norme | Il D.L. n. 138/2011 e la previsione del pagamento del debito tributario quale condizione per la richiesta del patteggiamento | Il patteggiamento, limiti alla richiesta | La differenza tra la circostanza attenuante e il ravvedimento operoso | La diversa argomentazione | In conclusione |

 

Argomento d'attualità è la possibilità che le parti di un procedimento penale per frode fiscale, chiedano l'applicazione della pena (“patteggiamento”) a seguito di ravvedimento operoso. La questione vede interessate due previsioni normative, l'articolo 13-bis co. 2 del D.Lgs. n. 74/2000 e l'articolo 13 del D.Lgs. 472/1997, che parrebbero non trovare coordinamento; quanto il limite d'operatività della seconda previsione si assume sia da rinvenirsi nelle violazioni dovute ad errori od omissioni e non anche a condotte fraudolente. L'articolo 13-bis del D.Lgs. n. 74/2000 dispone infatti che, con riferimento ai reati di cui allo stesso decreto, il ravvedimento operoso sia occasione di poter chiedere il “patteggiamento”.

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