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Limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti

di Saverio Capolupo

Aiuti di Stato

“Le misure introdotte dal c.d. Decreto “Dignità” sono finalizzate, almeno nelle intenzioni, a salvaguardare i lavoratori e la politica degli investimenti in Italia da parte di soggetti residenti e non residenti. Non sono mancate critiche di merito e di conformità del provvedimento ad alcuni principi comunitari. Per delocalizzazione si intende il trasferimento dell'attività economica specificamente incentivata o di una sua parte dal sito produttivo incentivato ad altro sito, da parte della medesima impresa beneficiaria dell'aiuto o di altra impresa che sia con essa in rapporto di controllo o collegamento. In esito a tali presupposti soccorre l’art. 2359 c.c. In caso di delocalizzazione è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da due a quattro volte l’aiuto ricevuto, oltre al recupero del beneficio nonché l’applicazione degli interessi al tasso ufficiale di sconto maggiorato di 5 punti. Sussistono perplessità per il calcolo della sanzione in caso di delocalizzazione parziale e in merito ai poteri esercitabili da parte delle singole amministrazioni”.

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